Nicoletta De Matthaeis è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne all’Università La Sapienza di Roma. E’ una grande appassionata di arte medievale, soprattutto arte romanica, preromanica e paleocristiana, a cui ha dedicato buona parte della sua vita. Attualmente vive a Madrid e recentemente ha scritto il libro uno dei piú importanti portali dedicati all’arte romanica attualmente esistenti, disponibile aprendo questo link.
Il mondo delle reliquie cominciò a incuriosirla qualche anno fa, dovuto anche alla grande quantità di esse, ed anche importanti, che nasconde Roma. Questa curiosità l’ha portata poco a poco ad analizzare questo mondo così complesso, che suscita amori ed odi, ma che indubbiamente ha un peso specifico molto grande nella nostra storia, non solo dal punto di vista religioso, ma soprattutto politico ed economico. Questo blog si propone di far scoprire, poco a poco, questo mondo misterioso ed appassionante.
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Mustiola non ha una configurazione precisa: nei vari documenti talvolta appare come una matrona chiusina ricca e benefica, più spesso invece una fanciulla mite, dolce, ma intrepida nelle fede. Così la immagina la gente e così è rappresentata dai pittori. Comunque viene il momento in cui a Roma si trova in una difficile situazione, essendo una scomoda testimone e anche, forse, già cristiana. Qui comincia il suo viaggio verso Chiusi. Chi dice che partisse da Roma perseguitata, chi ispirata da Dio, altri perché non gradita a corte, volle ritirarsi nella città dove pare avesse dei beni e delle terre, passando per Sutri, dove incontrò Ireneo, Diacono che si dedicava al seppellimento dei Martiri e alla custodia delle loro tombe. Secondo altre versioni il compagno di Mustiola sarebbe Felice: non ci addentriamo in queste tormentose discussioni, irrilevanti per il nostro argomento.
Vero è che a Sutri esiste un culto di S. Mustiola, che è detta dulcissima. Quanto sia durato il viaggio, quanto abbia soggiornato a Chiusi è impossibile stabilire. A Cesareto, presso Panicale, la tradizione indica una pietra sulla quale la Santa avrebbe lasciato l'impronta del suo piede durante il suo passaggio. Nella città la Santa sarebbe vissuta aiutando i poveri e soprattutto, visitando e assistendo i carcerati, cosa che implica un periodo d'una certa consistenza.
A Chiusi avrebbe portato, secondo una tarda versione della leggenda, un anello che sarebbe stato quello di sposa della Vergine, offrendolo al culto della città.
Come si è detto la fantasia degli artisti e quella popolare la immaginano giovane, bella, ricca fanciulla romana, imparentata con la corte e destinata a un matrimonio con un potente personaggio. Essendo cristiana essa si ribella rifiutando le nozze e si nasconde a Chiusi dedicando la sua vita a Cristo e, alla preghiera e alla carità. Qui però la raggiunge la vendetta dell'imperatore che l'uccide senza riuscire a piegarla.
La traversata del Lago
Il miracolo più noto della Santa è la traversata delle acque sopra il suo mantello, un topos dell'agiografia e altri Santi hanno nelle loro vite questo prodigio. Particolare di questa Santa è la scia che lasciò nell'acqua il suo passaggio e si dice ricompaia nella notte della sua festa, ovvero all'alba del 2 luglio.
Inseguita dai soldati romani Mustiola si trova davanti alle acque del Lago di Chiusi che le sbarrano il cammino. La Santa allora stende il suo mantello sulle onde, vi sale sopra e attraversa facilmente le acque, sottraendosi alla furia dei persecutori.
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